VISIONE ALTERATA
Definizione del CIOMS (Consiglio per le Organizzazioni Internazionali delle Scienze Mediche)
Premessa
Nella segnalazione di un’ADR il termine visione alterata non è specifico e quindi inappropriato. Se non è possibile evitare l'uso di questo termine bisognerebbe monitorare il paziente in quanto un attento follow-up può permettere di formulare una diagnosi definitiva.
Definizione
La visione alterata è un cambiamento (di solito deterioramento) della funzione o della percezione visiva.
Requisiti minimi per l’uso del termine
Una segnalazione di visione alterata dovrebbe essere successivamente confermata ed accompagnata da una diagnosi specifica.
Casi clinici: Disturbi visivi da celecoxib
(riferito da Lund BC, Neiman RF. Visual Disturbance Associated with Celecoxib. Pharmacotherapy 2001; 21: 114-115)
Il caso
Una donna di 79 anni si presentò all'optometrista per la comparsa da due giorni di macchie di colore arancione in entrambi i campi visivi. Era la prima volta che si verificava questo fenomeno. L'esame oculare non rivelò alterazioni retiniche che giustificassero il disturbo, per cui fu consigliato un controllo neurologico, che fu eseguito due giorni dopo, mentre persisteva il problema. Una TAC cerebrale mostrò soltanto una dubbia patologia dei piccoli vasi, compatibile con l'età della paziente. L'esame neurologico era normale tranne che per una lieve instabilità dell'andatura. Gli esami ematochimici rilevarono solo una lieve anemia. La donna assumeva lisinopril (20 mg) + idroclorotiazide (12,5 mg), 1 cpr/die, per ipertensione, iosciamina (0,375 BID) per incontinenza, celecoxib (100 mg BID) per dorsalgia secondaria a stenosi spinale, un complesso multivitaminico (1 volta al dì) e Ginkgo biloba. La donna aveva assunto questi farmaci per molti anni, tranne il celecoxib che era stato aggiunto due mesi prima della comparsa dei disturbi visivi. Fu fatta diagnosi di insufficienza vertebrobasilare (VBI), per la quale le fu prescritta dell’aspirina (325 mg/die). Dal momento che questa causa era improbabile, fu presa in considerazione una patologia da farmaci e, poiché il celecoxib era stato l'ultimo farmaco prescritto fra i vari assunti dalla signora, fu sospeso e sostituito con il paracetamolo. Tutti gli altri farmaci, compreso il Ginkgo, continuarono ad essere assunti. Dopo 3 giorni dalla sospensione del celecoxib, i disturbi visivi scomparvero. La paziente rifiutò il rechallenge.
Commento
E' riportato che il celecoxib possa provocare effetti avversi legati alla visione quali: visione offuscata, cataratta, congiuntivite e dolore oculare. Disturbi visivi (specialmente visione offuscata) sono stati riportati anche per i FANS. Nel caso in questione va rilevato che sia la iosciamina (farmaco anticolinergico), che il Ginkgo biloba possono causare disturbi oculari. Tuttavia, tali sostanze venivano assunte da anni dalla paziente ed il sintomo si è risolto dopo la sospensione del solo celecoxib. Pertanto, gli autori attribuiscono questo disturbo visivo all'inibitore della COX-2 e quello segnalato è il primo caso d disturbi visivi (macchie colorate) associate a celecoxib.
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