Appropriatezza della diagnosi di ADR con casi clinici
Maria Antonietta Catania e Francesco Salvo, Università di Messina

DISPNEA
Definizione del CIOMS (Consiglio per le Organizzazioni Internazionali delle Scienze Mediche)

Premessa
La dispnea, o difficoltà respiratoria, dovrebbe essere distinta dall’apnea e dal distress respiratorio.
Definizione
La dispnea è la consapevolezza di una respirazione non naturale.
Requisiti minimi per l’uso del termine
Il termine dispnea è un sintomo. I pazienti lamentano: “respiro breve”, “affanno”, “oppressione”, “incapacità a respirare profondamente”, ”soffocamento”, “mancanza d’aria”, o “dolore durante la respirazione”.

Casi clinici: Tossicità polmonare, neuromuscolare ed oculare da amiodarone
(Burns K et al. Amiodarone pulmonary, neuromuscular and ophthalmological toxicity. Card Respir J 2000; 2: 193-197).

Il caso
Un uomo di 62 anni fumatore (80 sigarette al giorno), iperteso, ipercolesterolemico, con arteropatia periferica, ischemia cardiaca, aritmia ventricolare e BPCO fu ricoverato perché da circa nove mesi soffriva di dispnea progressiva, parestesie periferiche, debolezza muscolare e riduzione dell'acuità visiva. Il paziente inoltre soffriva da tempo, dopo pranzo, di nausea e vomito intrattabile, talmente importanti che aveva perso circa 18 kg di peso corporeo. Il paziente era in trattamento con isosorbide dinitrato (30 mg/die), ASA (325 mg/die), pentossifillina (400 mg/BID), metoprololo (50 mg/BID), amiodarone (400 mg/BID) e diltiazem a rilascio prolungato (120 mg/die).
Il paziente venne intubato prima di arrivare in ospedale a causa di un arresto respiratorio dovuto all'inalazione del vomito post-prandiale. La radiografia polmonare mostrò delle opacità apicali bilaterali con linfoadenopatia ilare di sinistra, confermate successivamente dalla TAC durante la quale fu effettuato agoaspirato, che però non diede un risultato attendibile. La broncoscopia non rilevò particolari alterazioni citologiche od infezioni batteriche, ma una marcata neutrofilia. Venne quindi effettuato un intervento chirurgico diagnostico con prelievo operatorio che, dopo analisi istologica, mostrò fibrosi interstiziale e bronchiolare, foci di bronchiolite obliterativa, ispessimento della parete alveolare, numerosi macrofagi schiumosi e cellule con grado II di iperplasia. Le condizioni cliniche del paziente si complicarono per infezione nosocomiale, prima polmonare poi settica, angina instabile e diarrea da clostridium difficile. L'amiodarone fu sospeso (dopo un totale di 10 mesi di terapia) e fu iniziata una terapia con metilpredinisolone (100 mg/iv ogni 6 ore), poi sostituito con prednisone (50 mg/die per 4 settimane). In 3 settimane le condizioni cliniche del paziente migliorarono rapidamente con drastica riduzione radiologica delle opacità apicali. Le funzioni respiratoria, neurologica ed oftalmologica si ristabilirono completamente ed il paziente venne dimesso.

Per un ulteriore aggiornamento si può digitare:


Appropriatezza della diagnosi di ADR con casi clinici