DISFONIA
Definizione del CIOMS (Consiglio per le Organizzazioni Internazionali delle Scienze Mediche)
Premessa
I farmaci possono alterare la voce e quindi produrre difficoltà nell’eloquio. La voce alterata può essere presente per altri motivi (es. raffreddore, tumori delle corde vocali). Nella segnalazione della disfonia come ADR, devono essere escluse altre cause di danno della voce ed il tipo di danno dovrebbe essere sempre specificato (es. raucedine).
La disfonia può essere differenziata chiaramente dalla difficoltà di linguaggio dovuto ad una articolazione alterata o altre condizioni neurologiche.
Definizione
Il termine comprende tutte le alterazioni della voce.
Requisiti minimi per l’uso del termine
La presenza di qualsiasi alterazione della voce.
Caso clinico: Disfonia secondaria a trattamento con perindopril
(riferito Vaquez FJ. Dysphonia secondary to perindopril treatment. AJH 2003; 16: 329-330)
Il caso
Una donna ipertesa di 84 anni era stata trattata, nei 10 anni precedenti, con nifedipina (30 mg/die), ma a causa di diversi episodi ipertensivi, si passò ad un trattamento con perindopril (4 mg/die), con un adeguato controllo della pressione ematica. Una settimana dopo l’inizio della nuova terapia, la paziente notò una disfonia che la costrinse 4 settimane dopo a rivolgersi al medico, a causa del persistere della sintomatologia. La paziente non aveva avuto sintomi da reflusso gastroesofageo, febbre od infezioni del tratto respiratorio nei giorni precedenti l’insorgenza della disfonia. La pressione arteriosa era normale e non erano presenti segni di patologia a carico delle vie aeree superiori e della tiroide; inoltre i linfonodi cervicali e sovraclaveari non erano palpabili. La radiografia del torace, i seni paranasali e l’esame fibrolaringoscopico risultarono nella norma. Poiché la disfonia aveva una relazione temporale con l’inizio del trattamento con perindopril, il farmaco fu sospeso e sostituito con amlodipina. A distanza di 72 h, la disfonia si risolse del tutto. Due mesi dopo, senza prescrizione medica, la paziente ricominciò il trattamento col perindopril, perché aveva terminato le pillole di amlodipina. Al quarto giorno di terapia comparve una marcata disfonia che portò ad un nuovo consulto. La fibrolaringoscopia risultò normale e la disfonia scomparve 3 giorni dopo la sospensione del perindopril.
Commento
L’evento avverso più comune degli ACE-inibitori, che insorge subito o dopo diversi mesi dall’inizio della terapia, è una tosse secca e persistente, più intensa durante le ore notturne e più frequente nelle donne, probabilmente dovuta all’accumulo di chinine nelle vie aeree, con insorgenza di flogosi ed iperemia a seguito dell’ attivazione della sostanza P e del rilascio di istamina. In letteratura non sono invece presenti segnalazioni di disfonia o raucedine da perindopril o altri ACE-inibitori. Probabilmente, il possibile meccanismo patogenetico che sottende la tosse può essere responsabile anche della disfonia, essendo la mucosa laringea simile a quella tracheobronchiale. La relazione temporale tra insorgenza e scomparsa della disfonia ed inizio e prima sospensione del perindopril, suggerisce che l’effetto avverso sia probabile. La ricomparsa del sintomo alla riassunzione del farmaco e la sua risoluzione in seguito alla sospensione del trattamento, permettono di considerare l’effetto avverso come certo.
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