Definizione del CIOMS (Consiglio per le Organizzazioni Internazionali delle Scienze Mediche)
Premessa
La nefrite interstiziale è un’infiammazione renale dovuta a differenti agenti patogeni, con principale coinvolgimento dell’interstizio renale. Potendo anche essere associati danni tubulari, vengono frequentemente usati i termini di nefrite tubulo-interstiziale acuta e nefrite tubulo-interstiziale cronica.
Definizione
Nefrite interstiziale acuta: è una malattia infiammatoria acuta che coinvolge l’interstizio renale, caratterizzata da infiltrati cellulari infiammatori (principalmente linfociti e cellule mononucleate), edema interstiziale e, in alcuni casi, modificazioni patologiche nei tubuli.
Nefrite interstiziale cronica: è una malattia infiammatoria cronica, solitamente ad esordio subdolo, caratterizzata da infiltrati cellulari infiammatori e cicatrizzazione tubulo-interstiziale (fibrosi), che conduce all'insufficienza renale cronica progressiva.
Requisiti minimi per l’uso del termine
Nefrite interstiziale acuta: la diagnosi definitiva può essere fatta soltanto con la biopsia renale. È essenziale dimostrare un’alterazione della funzionalità renale o degli esami di laboratorio (proteinuria, ematuria e leucocituria). La presenza di eosinofiluria sostiene la diagnosi.
Inoltre, dovrebbero essere associati uno o più dei seguenti segni: alterazione della funzionalità tubulare, febbre, artralgia, rush cutaneo od eosinofilia.
Nefrite interstiziale cronica: la diagnosi definitiva può essere fatta soltanto con la biopsia renale. La diagnosi clinica è basata principalmente su: funzionalità renale anormale, ecografia (in fase avanzata, reni piccoli con margini irregolari) ed analisi delle urine (proteinuria, ematuria e leucocituria).
Nefrite interstiziale acuta secondaria a esomeprazolo
(riferito da Geevasinga N, Kairaitis L, Rangan GK, Coleman PL. Acute interstitial nephritis secondary to esomeprazole. Med J Aust 2005; 182: 235-6)
Il Caso
Una donna di 63 anni si presentò al pronto soccorso lamentando nausea e vomito intermittente da circa 1 mese. Tre settimane prima le era stato empiricamente prescritto esomeprazolo per trattare la dispepsia. Una settimana prima del ricovero, la paziente aveva interrotto il farmaco, sospettando che questo potesse esacerbare il malessere, la nausea ed il vomito. La paziente era pallida, con valori di pressione arteriosa 160/60 mmHg e senza segni di ritenzione idrica. Nelle urine erano presenti tracce di sangue, proteine e leucociti, con urinocoltura negativa. Risultavano elevati: creatininemia =1878 μmol/L (range di riferimento [RR], 60–125 μmol/L) ed uremia = 42 mmol/L (RR, 2.5–6.5 mmol/L). Era presente anemia normocromica normocitica senza eosinofilia. Vennero sospesi i farmaci che la paziente assumeva: irbesartan (150 mg/die) e atorvastatina (40 mg la sera) e fu fatta diagnosi di sospetta nefrite interstiziale acuta, che venne trattata con metilprednisolone (500 mg/die per 3 giorni) seguito da prednisone per via orale (50 mg/die) ed emodialisi. La biopsia renale confermò la diagnosi iniziale. La terapia con prednisolone venne continuata per 4 settimane a dosi scalari. La dialisi di supporto fu necessaria per 4 giorni, periodo in cui la funzione renale migliorò. Comunque, al follow-up, 8 mesi dopo, la creatininemia era ancora elevata (187 μmol/L).
Commento
La nefrite interstiziale acuta è una reazione avversa rara, ma grave, associata a inibitori di pompa protonica (PPI), che può portare a insufficienza renale cronica. I sintomi iniziali della nefrite interstiziale acuta da PPI sono di solito aspecifici e spesso mimano i sintomi della dispepsia per la quale gli inibitori di pompa protonica sono stati prescritti inizialmente. L'omeprazolo è stato indicato per la prima volta come causa di nefrite interstiziale acuta nel 1992. Da allora su Medline sono stati riportati 22 case report di nefrite interstiziale acuta indotta da omeprazolo. Recentemente anche il pantoprazolo e il lansoprazolo sono stati implicati come causa di nefrite interstiziale acuta assieme al rabeprazolo. Nell’Ottobre 2004, il produttore dell’esomeprazolo ha riportato l’esistenza di almeno 15 casi al mondo di nefrite interstiziale acuta possibilmente indotti da esomeprazolo e almeno 200 casi al mondo indotti da omeprazolo. Poco si sa circa la relazione fra il rischio di nefrite interstiziale acuta indotta da PPI e durata e dosaggio della terapia con il farmaco, ritardo nella diagnosi, o altri fattori. Inoltre, non è chiaro se la prognosi differisce fra nefrite interstiziale acuta indotta da PPI e quella indotta da altri farmaci.
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