Appropriatezza della diagnosi di ADR con casi clinici
Maria Antonietta Catania e Francesco Salvo, Università di Messina

Colite

Definizione del CIOMS (Consiglio per le Organizzazioni Internazionali delle Scienze Mediche)

Premessa
Questo termine dovrebbe essere usato solo quando la diagnosi è stata confermata da un esame endoscopico. Qualora non fosse possibile eseguire l’esame, è consigliabile usare un termine descrittivo (es. diarrea). L'endoscopia con l’esame bioptico stabilisce il tipo di colite.

Definizione
La colite, che è l’infiammazione del colon, è una condizione caratterizzata da sintomi come diarrea, sangue o leucociti nelle feci e può essere associata a dolore addominale. L'infiammazione può essere diffusa o limitata a determinati segmenti del colon. Quando confinata al retto, viene di solito utilizzato il termine “proctite”.

Requisiti minimi per l’uso del termine
L’esame indispensabile per stabilire la diagnosi è l'endoscopia. Tuttavia, la diagnosi di colite da Clostridium può essere fatta con alta probabilità dimostrando la presenza della tossina specifica in aggiunta ai segni ed ai sintomi clinici.

Colite microscopica associata a lansoprazolo.
(riferito da Hilmer SN, Heap TR, Eckstein RP, Lauer CS e Shenfield GM. Microscopic colitis associated with exposure to lansoprazole. MJA 2006; 184: 185-6)

Il Caso
Una donna di 53 anni soffriva da 2 mesi di diarrea e dolore addominale. Venne ricoverata per sospetta diverticolite. Nove mesi prima aveva iniziato ad assumere lansoprazolo (30 mg/die) per pirosi. La paziente riferì di avere 7-8 evacuazioni al giorno e occasionalmente di notte. La diarrea non rispondeva a tinidazolo, metronidazolo o norfloxacina. La donna assumeva anche gemfibrozil, tibolone, indapamide e perindopril. La colonscopia apparentemente non evidenziò alterazioni significative mentre la biopsia mostrò una lieve colite collagenosa. Il lansoprazolo venne sospeso e la paziente venne trattata prima con loperamide e poi con colestiramina e budesonide. Nell’arco di 6 mesi, la donna non ebbe più sintomi anche dopo la sospensione degli antidiarroici.
Commento
La colite microscopica, caratterizzata da diarrea acquosa cronica non sanguinolenta, si associa a colonscopia apparentemente normale e alterazioni istopatologiche di colite linfocitica e/o collagenosa. È stata associata a malattie autoimmunitarie e ad esposizione a farmaci, come FANS, salicilati, simvastatina, ticlopidina, ranitidina, carbamazepina, Cyclo 3 Fort (una combinazione di estratto di Ruscus aculeatus, esperidina metilcalcone e acido ascorbico), flutamide, sali d’oro e lansoprazolo. I farmaci possono agire sul colon direttamente (attraverso un’azione farmacologica o scatenando una reazione d’ipersensibilità) o indirettamente alterando la flora batterica. L’associazione fra lansoprazolo e colite microscopica, può essere correlata alla sua azione farmacologica, perché alterando la secrezione e il pH, modifica la flora del colon e la solubilità dei sali biliari. In alternativa, ci può essere una reazione di ipersensibilità. La rarità dell’associazione fra lansoprazolo e colite microscopica fa propendere per una reazione immunitaria idiosincrasica. Variazioni minime della struttura degli inibitori della pompa protonica possono causare una diversa attivazione immunologica sebbene sia stata riportata occasionalmente cross-sensibilità allergica fra gli inibitori di pompa protonica.

Per un ulteriore approfondimento:


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