Epatotossicità da farmaci
(Alessandra Russo e Maria Antonietta Catania, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università di Messina)
Un recente lavoro comparso sul New England Journal of Medicine (1) definisce i criteri per affermare che si è in presenza di una epatotossicità (Tabella 1) e riporta i farmaci che possono causare epatotossicità (Tabella 2):
Tabella 1. Definizione di epatotossicità |
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Il danno epatico è caratterizzato da: |
livelli di alanina-aminotrasferasi (ALT) superiori di 3 volte il limite superiore della norma |
livelli di fosfatasi alcalina (ALP) superiori di 2 volte il limite superiore della norma |
oppure |
Tabella 2. Farmaci che inducono epatotossicità e classificazione del danno (ulteriore rispetto alle caratteristiche riportate in tabella 1) |
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Tipo di danno |
Caratteristiche biochimiche |
Farmaci che lo possono indurre |
Epatocellulale |
E’ presente un aumento iniziale predominante di ALT, 3 volte oltre il limite superiore della norma. |
Acarbose, Acido valproico, Allopurinolo, Amiodarone, Antiretrovirali, Baclofen, Bupropione, Erbe medicinali (es. camedrio, kava kava), FANS, Fluoxetina, Isoniazide, Ketoconazolo, Lisinopril, Losartan, Metotrexato, Omeprazolo, Paracetamolo, Paroxetina, Pirazinamide, Rifampicina, Risperidone. Sertralina, Statine, Tetracicline, Trazodone |
Colestatico |
E’ presente un aumento iniziale predominante di ALP, 2 volte il limite superiore della norma |
Amoxicillina + acido clavulanico, Antidepressivi triciclici, Clopidogrel, Clorpromazina, Contraccettivi orali, Eritromicina, Estrogeni, Fenotiazine, Irbesartan, Mirtazapina, Steroidi anabolizzanti, Terbinafina |
Misto |
E’ presente un aumento sia di ALT che di ALP, 2 volte il limite superiore della norma |
Amitriptilina, Azatioprina, Captopril, Carbamazepina, Ciproeptadina, Clindamicina, Enalapril, Fenitoina, Fenobarbital, Flutamide, Nitrofuranotina, Sulfonamidi, Trazodone, Trimetoprim + sulfametossazolo, Verapamil |
Sebbene l’epatotossicità iatrogena sia rara [per molti farmaci l'incidenza riportata è compresa fra 1/10.000 e 1/100.000 pazienti (2)], è difficile determinarne la reale incidenza, in quanto essa spesso non viene riconosciuta o, se riconosciuta, non viene segnalata. Inoltre i pazienti esposti vengono seguiti in maniera non completa.
Per questo motivo in Francia un gruppo di medici è stato addestrato per riconoscere e segnalare l'epatotossicità iatrogena, riscontrando un tasso di incidenza di circa 14/100.000 abitanti/anno, con il 12% di pazienti che sono stati ospedalizzati e il 6% sono deceduti (3).
Tale tasso è circa 16 volte quello riportato spontaneamente in Francia.
Nella maggior parte dei casi non esiste un trattamento efficace se non quello di sospendere la terapia con il farmaco sospettato e effettuare una terapia generale di supporto. Le uniche eccezioni sono rappresentate dall'N-acetilcisteina utile nell'overdose da paracetamolo (4) e la somministrazione endovenosa di carnitina nel danno mitocondriale da valproato (5).
Negli Stati Uniti l'epatotossicità iatrogena è la causa principale di insufficienza epatica acuta fra i pazienti che necessitano di un trapianto di fegato, considerato che il farmaco più spesso implicato è il paracetamolo (overdose intenzionale o non) (6).
Il lavoro (1) indica che gli elementi chiave per effettuare una diagnosi differenziale sono i seguenti:
Il lavoro (1) fornisce anche una flow-chart per effettuare una diagnosi:
I consigli forniti nel lavoro (1) per riconoscere tempestivamente e prevenire il danno epatico di origine iatrogena sono i seguenti:
Bibliografia
Link utili presenti nel sito per chi voglia approfondire l’argomento: