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Effetti a lungo termine di un intervento informativo/educativo sull'automedicazione e sull'uso appropriato di farmaci in una scuola pubblica secondaria femminile di Quito in Ecuador

(Marianna Gentile e Achille P. Caputi, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università di Messina)

Migliorare le competenze dei giovani riguardo all'uso razionale dei farmaci, con interventi informativi/educazionali, può rappresentare una buona strategia per migliorare tra la popolazione la consapevolezza sulla salute, sui farmaci e sull'automedicazione.
Infatti, una delle più curiose contraddizioni del nostro tempo è l'atteggiamento della gente nei confronti dei farmaci: da un lato la crescente paura del loro impiego e dall'altro la convinzione, spesso indotta, che per ogni problema ci sia un farmaco utile.
Inoltre, oggi, la disponibilità e la facile reperibilità di una grande varietà di prodotti farmaceutici, oltre alla loro larga popolarità, raggiunta grazie alle campagne pubblicitarie ed il loro crescente utilizzo, rendono normale la presenza materiale o concettuale del farmaco nella nostra realtà quotidiana e facilmente si rischia di ritenere che per l'uomo questa convivenza sia da sempre esistita e possa essere garanzia d'innocuità.
Spesso, quindi, la notorietà di un prodotto non equivale alla sua conoscenza e la sua larga diffusione non è garanzia di sicurezza.
Da queste considerazioni muove il presente lavoro (1), svolto al fine di quantificare gli esiti, a breve e lungo termine, di un intervento educativo/informazionale per il miglioramento delle conoscenze riguardo un uso razionale dei farmaci, in particolare quelli da automedicazione e per la correzione di alcune idee errate rispetto ad essi ed alle relative campagne pubblicitarie, rivolto ad una popolazione di giovani studenti.

Introduzione
L'automedicazione è un fenomeno dilagante sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo.
Diversi studi (2) hanno messo in luce l'importanza assunta in particolare da tale fenomeno in America Latina.
L'automedicazione può presentare notevoli vantaggi quando realizzata secondo criteri razionali (3), tuttavia, in paesi in via di sviluppo, facilmente porta ad un uso inadeguato dei farmaci (4) e può risultare particolarmente dannosa quando sono interessate determinate patologie, tipo raffreddore e diarrea, influenzando anche la tendenza al consumo di farmaci da prescrizione, tipo gli antibiotici.
Infatti, le campagne pubblicitarie approvate per gli OTC (farmaci da banco), diffuse dai mass media, possono modificare la percezione cognitiva della popolazione riguardo le medicine in generale ed il loro uso.
Ciò determina un diverso approccio concettuale dei consumatori non solo verso gli OTC, ma anche verso i farmaci da prescrizione, secondo cui prendersi cura dei problemi della propria salute coincide con l'aumentare il consumo di farmaci (5).
Aumenta conseguentemente il grado di medicalizzazione della popolazione generale e l'uso irrazionale dei farmaci (6).
La letteratura è ricca (7) di informazioni riguardo gli interventi educazionali rivolti agli adolescenti, sulle sostanze da abuso, al fine di ridurne l'uso e molti di essi hanno avuto esiti positivi (7-9).
Migliorare le competenze dei giovani riguardo un uso razionale dei farmaci, con interventi informativi, può rappresentare una buona strada per aumentare tra la popolazione la consapevolezza sulla salute, sui farmaci e sull'automedicazione, anche se non ne sono stati mai precedentemente studiati gli esiti in una popolazione di giovani, infatti i precedenti studi hanno interessati solo adulti (10,11).
Risulta quindi utile quantificare l'efficacia di un intervento educazionale, focalizzando l'attenzione sull'automedicazione e l'uso di farmaci nell'adolescenza, età di particolari sensibilità, durante la quale l'individuo prende consapevolezza del proprio corpo e parecchie delle future abitudini possono essere impostate nel contesto di processi educativi.

Lo studio
Allo studio, un trial controllato, non randomizzato, hanno partecipato 367 studentesse, di età compresa tra i 10 ed i 13 anni, di 2 scuole secondarie pubbliche del distretto cittadino di Quito, randomizzate fra tutte quelle presenti nel territorio: le 166 studentesse della scuola Eugenio Espejo (EE), alle quali è stato diretto l'intervento educazionale, hanno costituito il gruppo intervento, le 201 della scuola Simòn Bolìvar (SB) i controlli.
La durata totale del trial è stata di 16 mesi, dal dicembre 2002 (saggi iniziali ed intervento), all'aprile del 2004 (misura degli effetti a lungo termine dell'intervento). Una valutazione a breve termine è stata effettuata 1 mese dopo l'intervento, nel gennaio 2003.
Lo studio è stato approvato dalla Commissione di Bioetica dell'Università Centrale dell'Ecuador ed anche dalle autorità scolastiche.
Sono stati inclusi nello studio anche gli studenti di 8° livello che, presenti solo all'inizio del programma nella scuola, hanno volontariamente partecipato compilando il previsto questionario anonimo.
Sono stati esclusi gli studenti assenti all'intervento formativo o alle verifiche degli esiti, come anche i questionari incompleti (>30% dei campi non compilato).

Intervento educazionale
È consistito in una breve campagna educativa, della durata di un giorno scolastico, suddivisa in due fasi:

Sono seguite, quindi, attive discussioni sui seguenti 5 temi trattati.

Sono stati riesaminati i concetti di base, le concezioni più diffuse, soprattutto sull'uso irrazionale dei farmaci e suggerita l'ipotesi di poter fare a meno, in alcuni casi, di alcuni di essi. I contenuti delle conferenze si sono basate su concetti precedentemente analizzati da altri autori (12-14).
Le attività dei piccoli gruppi di studio sono state assistite da un team di studenti in medicina, allo scopo di chiarire alcuni punti salienti durante le conferenze e ripetere tutti i messaggi di maggiore impatto.

Temi aggiuntivi trattati sono stati:

Questo intervento è stato condotto in linea con la strategia di mercato chiamata “demarketing”, che prevede attività volte al fine di ridurre il consumo di uno specifico prodotto (15), come avvertimenti ai consumatori, del tipo: “ i sedativi della tosse possono nuocere alla salute” , “i preparati multivitaminici possono non farvi diventare uno studente migliore”, ecc.
Tuttavia i messaggi rivolti agli studenti ecuadoregni, sono stati preparati opportunamente, adeguandone il linguaggio e gli aspetti psicologici (16,17) .

Sono stati cosi formulati messaggi, semplici e incontestabili, come:

Di contro, al gruppo controllo è stata rivolta solamente una lettura generale su argomenti di base della salute oltre a messaggi tipo: “Lavati le mani per prevenire il contagio di malattie” o “Evita una dieta ricca di grassi e fai movimento per stare in salute”.

Risultati
La valutazione delle misurazioni iniziali e degli esiti a breve termine, eseguite contemporaneamente per i 2 gruppi, durante le ore di 1 solo giorno di scuola, ha previsto la compilazione di 1 questionario anonimo nel quale 22 giudizi positivi, espressi come un'affermazione, hanno richiesto un parere di “vero” o “falso”, questo per ridurre il bias delle risposte “si” (18), assicurando così che solo conoscendo la giusta risposta gli studenti abbiano potuto scegliere la giusta opzione.
Diverso il disegno, uguali gli argomenti del questionario, compilato solo dal gruppo informazione, per valutare quanto “imparato”, a breve ed a lungo termine, il cui end-point primario è stato il rapporto di risposte vero/falso ad 1 mese e ad 1 anno dall'intervento e quello secondario la riduzione del rischio relativo (RR) nelle errate concezioni riguardo l'uso di farmaci.
L'efficacia dell'intervento, per la cui misurazione è stato ritenuto necessario un minimo di 93 studenti per gruppo, è stata definita da una differenza percentuale statisticamente significativa tra aumentata e modificata conoscenza.

Conoscenze di base ed abitudini iniziali
Queste, simili tra i due gruppi, sono risultate riguardo:

il raffreddore comune:
la diarrea:
i reintegratori salini:
le vitamine:
le campagne pubblicitarie:

Entrambi i gruppi hanno inoltre dimostrato di avere idee e cognizioni riguardo beneficio e sicurezza dei farmaci simili tra loro.

Esiti a breve termine dell'intervento
Nel gruppo intervento si è riscontrato, rispetto allo stato iniziale un raddoppiamento o una triplicazione delle risposte corrette ai quesiti e, rispetto al gruppo controllo, un significativo aumento delle conoscenze a breve termine.
A breve termine l'aumento di conoscenza, tra il gruppo informazione, ha riguardato:

le preparazioni saline reidratanti per via orale
le vitamine
le campagne pubblicitarie

Nel gruppo controllo, gli esiti sono risultati simili alle valutazioni iniziali.
Un non significativo aumento è stato riscontrato nel maggior numero di alcune risposte giuste, che ad eccezione dei quesiti sul non necessario uso di sedativi della tosse (tra il 12.6% ed il 20.6%; P<0.05) e la qualità delle informazioni diffuse dalle campagne pubblicitarie (tra il 21.5% ed il 30.5%; P<0.05) hanno riguardato:
la necessità di evitare l'uso di medicine durante il raffreddore, ma meno frequentemente la percezione che questa è una condizione non grave (tra il 62.2% ed il 46.4%; P<0.05). Maggiore è risultata la consapevolezza riguardo i reintegratori salini rispetto quella iniziale (53% contro il 37%) non accompagnata però dalla conoscenza sulla loro composizione. (21% contro il 19%).

Esiti a lungo termine dell'intervento
Nel gruppo intervento gli esiti a lungo termine sono stati significativamente più importanti sia rispetto il gruppo controllo sia rispetto le iniziali conoscenze, riguardo:

le vitamine

I concetti che meno sono stati modificati nel gruppo intervento, anche se in misura maggiore rispetto al gruppo controllo, hanno riguardato:

Riduzione del rischio (RR) di idee sbagliate

Tra gli esiti a breve termine si è ottenuta una RR di concetti non esatti riguardo ai farmaci, il gruppo intervento è risultato meno predisposto all'assunzione:

Come esito a breve e lungo termine si è avuta una riduzione della convinzione dei falsi benefici delle vitamine nel 73%.
Solo riguardo l'erronea convinzione che per la cura del raffreddore siano efficaci le iniezioni non si è riscontrato una riduzione statisticamente significativa (4%).

Commento
I risultati di tale studio possono servire a individuare chiaramente quali sono tra gli adolescenti le abitudini e le convinzioni circa l'uso dei farmaci e l'efficacia di un intervento informativo, come quello proposto, sia pure di breve durata, può influire positivamente sull'uso razionale dei farmaci e sul cambiamento di molte idee sbagliate al riguardo, anche dopo 1 anno. Ciò fa ritenere che, se nello stesso periodo fossero programmati più interventi, si potrebbero ottenere esiti migliori.
Dalle valutazioni iniziali risulta che i giovani frequentemente hanno idee sbagliate riguardo ai farmaci e che è diffuso il concetto che l'uso di medicine serva a mantenere lo stato di salute.
Quello che si è ottenuto a lungo termine è stata una migliore conoscenza riguardo l'uso e la composizione delle preparazioni saline ed una minore predisposizione alla non consigliabile assunzione di antidiarroici. Questi, infatti, pur avendo un basso rapporto rischio/beneficio (20), sono frequentemente utilizzati nei paesi in via di sviluppo (2,3,12). Lo stesso vale per i farmaci contro il raffreddore, la cui efficacia è dubbia (21).
Un interessante cambiamento di opinione si è ottenuto, nel gruppo intervento, riguardo i benefici dei complessi multivitaminici ed una conseguente diminuzione del loro uso. Questo malgrado l'inversione di tendenza, osservata a lungo termine, forse dovuta alla opposta informazione fornita dalle campagne pubblicitarie radiofoniche e televisive.
Tuttavia, malgrado i risultati più soddisfacenti ottenuti dallo studio siano stati concettuali, aumento delle conoscenze e delle competenze, il ridotto consumo dei complessi multivitaminici e le diminuite varie idee sbagliate, confermano che un intervento educativo simile può tradurre tali conoscenze in pratica, come già ipotizzato da altri autori (19,22).
Quelli dello studio sono i primi risultati di efficacia di una strategia di “demarketing”, adattata ad un pubblico di adolescenti, con programmazione di opportuni messaggi (15-17).
Tale strategia è stata finalizzata fino ad ora, alla riduzione del consumo di determinati prodotti (ad esempio, la campagna anti fumo) e mai utilizzata in campagne informative sull'uso razionale dei farmaci rivolte alla popolazione generale e chiaramente non è facile seguirne gli esiti nelle campagne anti sostanze d'abuso, in quanto queste non sono diffuse dai mass media.
Un'interessante constatazione è che, nei giovani, le più radicate ed errate cognizioni sono relative ai temi più comunemente trattati dalla pubblicità, mentre di poco cambiano le loro idee riguardo argomenti meno noti o trattati da programmi sanitari (tipo reidratazione nella diarrea) a riprova che il marketing dei farmaci nei mass media ha presa su di essi, influenzandone la percezione.

Bibliografia

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