(Alessandra Russo ed Achille P. Caputi, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia dell’Università di Messina)
L’amiodarone è stato sviluppato negli anni ‘60 come farmaco antianginoso, ma casualmente in Europa, usandolo, ci si accorse che era efficace come antiaritmico. Negli anni ’70 i cardiologi argentini iniziarono ad usarlo per trattare le aritmie resistenti (1). Nel 1985 la FDA l’ha approvato per il trattamento delle aritmie tachiventricolari pericolose per la vita, quando altri farmaci risultano inefficaci o poco tollerati (2,3). Da allora questo farmaco è uno degli antiaritmici più prescritti, nonostante i suoi problemi di sicurezza (4).
Recentemente è stata pubblicata su JAMA (5) una revisione sistematica, usando MEDLINE. In questa revisione sono stati inclusi tutti i trial clinici randomizzati e controllati, le metanalisi e gli altri studi di pertinenza clinica allo scopo di valutarne l’uso ottimale per vari tipi di aritmie.
Gli autori, sulla base di questa analisi, hanno concluso che:
Eventi avversi
Questa review ha però anche analizzato i rischi della terapia e stabilito l’incidenza degli eventi avversi.
I possibili eventi avversi includono:
Si possono verificare effetti avversi neuropsichiatrici, soprattutto tremore e atassia (3-35%, in base alla dose e alla durata della terapia). La neuropatia periferica è rara (0,3% in 1 anno), ma può essere di grado severo richiedendo una riduzione della dose o interruzione della terapia. Sono stati riportati anche insonnia, disturbi della memoria e delirio (6-23).
Dal momento che l’ipertiroidismo può esacerbare la fibrillazione atriale o precipitare la tachiaritmia ventricolare, l’amiodarone deve essere sospeso nei pazienti con ipertiroidismo.
Sono stati riportati anche casi di fibrosi polmonare, cirrosi e bradicardia che porta ad arresto cardiaco (7,14-16).
I fattori di rischio per fibrosi polmonare comprendono una preesistente patologia polmonare, dosi di amiodarone > 400 mg/die, dosi cumulative, recenti problemi polmonari (17).
E’ indispensabile effettuare un follow-up per rilevare, limitare e/o contrastare gli effetti avversi.
Monitoraggio e raccomandazioni
Apparato cardiovascolare
Bisogna effettuare un elettrocardiogramma basale e durante la dose di carico, il follow-up deve essere fatto annualmente. Qualora si verificassero prolungamento dell’intervallo QT, torsione di punta oppure alterazione sintomatica del sistema di conduzione o del nodo seno atriale, bisogna ridurre la dose di amiodarone o sospendere il trattamento.
Cute
Di base bisogna effettuare un esame obiettivo e, in base all’insorgenza di segni e sintomi, se necessario, eseguire un follow-up. Potrebbe insorgere fotosensibilità alla luce ultravioletta, pertanto si raccomanda di evitare la luce del sole e di utilizzare una crema solare protettiva. Qualora la cute diventasse di colore blu-grigio, bisogna ridurre la dose di amiodarone o sospendere il trattamento.
Sistema endocrino
All’inizio della terapia è necessario effettuare i test di funzionalità tiroidea e il follow-up ogni 6 mesi. Qualora insorgesse ipertiroidismo, bisogna sospendere il trattamento e consultare un endocrinologo, mentre qualora si trattasse di ipotiroidismo, iniziare un trattamento con levotiroxina.
Fegato
All’inizio della terapia è necessario effettuare i test di funzionalità epatica (ALT o AST) e il follow-up ogni 6 mesi. Qualora i valori di AST o ALT aumentassero ≥ 2 volte il limite superiore del range di riferimento, bisogna ridurre la dose di amiodarone o sospendere il trattamento.
Sistema nervoso
Di base bisogna effettuare un esame obiettivo e, in base all’insorgenza di segni e sintomi, se necessario, eseguire un follow-up. Qualora comparissero sintomi o segni neurologici, bisogna ridurre la dose di amiodarone o sospendere il trattamento.
Occhi
Di base bisogna effettuare un esame oculare e, in base all’insorgenza di segni e sintomi, se necessario, eseguire un follow-up. Qualora si formino microdepositi corneali, è possibile continuare la terapia, se invece insorge neuropatia ottica, bisogna sospendere il trattamento.
Apparato respiratorio
Di base bisogna effettuare i test di funzionalità polmonare e, in base all’insorgenza di segni e sintomi, se necessario, eseguire un follow-up. Inoltre è bene eseguire un Rx del torace all’inizio della terapia e poi annualmente. Qualora si verificasse tossicità polmonare (tosse, febbre, dispnea), bisogna sospendere immediatamente il trattamento con amiodarone e prendere in considerazione un trattamento con corticosteroidi.
Box 1: Consigli pratici per medici e pazienti
Interazioni
L’amiodarone interagisce con molti farmaci (24), in particolare potenzia l’azione del warfarin (9), pertanto quando si inizia una terapia con amiodarone in un paziente già in trattamento con warfarin, bisogna ridurre la dose di warfarin e monitorare strettamente l’INR per diversi mesi.
E’ frequente anche l’aumento dei livelli di digossina, pertanto si raccomanda di ridurne la dose (50%) e monitorarne strettamente i livelli serici.
L’amiodarone può causare depressione del nodo del seno o atrioventricolare, soprattutto quando associato a beta-bloccanti o calcio-antagonisti.
Nella tabella sotto riportata sono elencate le possibili interazioni farmacologiche dell’amiodarone.
| Tabella. Interazioni fra amiodarone e altri farmaci (7,17,25-27) |
|
|---|---|
Farmaco |
Effetto (raccomandazioni) |
Antifungini azolici |
Prolungamento del QTc |
Beta-bloccanti |
Bradicardia sinusale o blocco atrioventricolare |
Calcio-antagonisti non diidropiridinici |
Bradicardia sinusale o blocco atrioventricolare |
Chinidina |
Aumento dei livelli di chinidina |
Ciclosporina |
Aumento dei livelli di ciclosporina |
Cimetidina |
Aumento dei livelli di amiodarone |
Clonazepam |
Aumento dell’effetto del clonazepam |
Colestiramina |
Riduzione dei livelli di amiodarone |
Digossina |
Aumento dei livelli di digossina |
Fentanil |
Bradicardia, arresto del seno e ipotensione |
Flecainide |
Aumento dei livelli di flecainide |
Fluorochinoloni |
Prolungamento del QTc |
Inibitori delle proteasi |
Aumento dei livelli e della tossicità da amiodarone |
Iperico |
Riduzione dei livelli di amiodarone |
Lidocaina |
Aumento dei livelli serici e della tossicità da lidocaina |
Macrolidi |
Prolungamento del QTc |
Procainamide |
Aumento dei livelli di procainamide |
Rifampina |
Riduzione dei livelli di amiodarone |
Statine (lovastatina e simvastatina) |
Aumento del rischio di rabdomiolisi o miopatia |
Teofillina |
Aumento dei livelli di teofillina |
Warfarin |
Potenziamento dell’effetto |
Bibliografia
Link