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Effetti dei glitazoni sulla perdita di osso e sulle fratture

(Alessandra Russo, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università di Messina)

Premessa
I glitazoni sono farmaci ipoglicemizzanti, impiegati nel trattamento del diabete mellito di tipo 2. Sebbene il troglitazone sia stato ritirato dal commercio nel 2000 a causa della sua epatotossicità, il pioglitazone e il rosiglitazone sono ampiamente prescritti.
I risultati dello studio ADOPT (A Diabetes Outcome Progression Trial), che hanno indicato una maggiore durata del controllo glicemico con rosiglitazone versus metformina e gliburide in monoterapia, possono incoraggiare un maggiore impiego dei glitazoni come monoterapia iniziale (1).
Inoltre lo studio DREAM (Diabetes Reduction Assessment with Ramipril and Rosiglitazone Medication) sostiene il ruolo dei glitazoni, soprattutto il rosiglitazone, nella prevenzione della progressione a diabete in pazienti con pre-diabete (2).

Effetti avversi
I più comuni effetti avversi sono rappresentati da aumento di peso ed edemi (3), che raramente sono associati a insufficienza cardiaca congestizia di nuova insorgenza o ad un peggioramento di essa, se preesistente (4).
Esercitano il loro effetto ipoglicemizzante stimolando l’attività del PPAR-gamma (peroxisome proliferator activated receptor gamma), presente abbondantemente nel muscolo scheletrico, nel tessuto adiposo e nel fegato, determinando riduzione della resistenza all’insulina a livello dei tessuti periferici.
Tuttavia, PPAR-gamma viene espresso anche in una serie di altre cellule, tra cui le cellule della linea staminale mesenchimale (MSC) nel midollo osseo. Questi precursori possono differenziarsi in diverse linee cellulari, tra cui gli adipociti e gli osteoblasti, fondamentali per la formazione di osso nuovo.
Anche se il meccanismo di perdita di osso da glitazone non è del tutto chiaro, può derivare dalla stimolazione del PPAR-gamma a livello delle cellule staminali mesenchimali differenziandosi preferenzialmente in adipociti piuttosto che in osteoblasti (5,6), proprio come avviene con la perdita di osso correlata all’età. Un altro meccanismo possibile potrebbe essere legato all’effetto inibitorio sulla biosintesi di estrogeni (7) ed androgeni (8).
Due recenti alert della Food and Drug Administration (9,10) hanno sottolineato la crescente preoccupazione relativa al rischio di frattura associato a tiazolidinedioni.
Il primo alert dell’FDA (9) sottolineava l’aumento dell’incidenza di fratture osservato nel gruppo trattato con rosiglitazone nel trial ADOPT (1). Rispetto ai soggetti trattati con metformina e gliburide, i pazienti trattati con rosiglitazone hanno manifestato rispettivamente un aumento dell’incidenza di 1,2-1,4 fratture per 100 pazienti-anno.
Un’analisi più recente dei dati del trial ADOPT ha indicato che l’incidenza di fratture nelle donne era 81% più elevato nel gruppo trattato con rosiglitazone rispetto alla metformina e tale aumento del rischio si verifica dopo circa 1 anno di terapia (11), soprattutto a livello di mani, omero e piedi, mentre nessuna differenza è stata osservata a livello della colonna vertebrale e dell’anca.
Gli investigatori hanno osservato che un aumento del rischio di fratture era presente anche nelle donne trattate con bifosfonati.
Il secondo alert dell’FDA (10) sottolineava l’aumento dell’incidenza di fratture osservato nei trial clinici su oltre 8.100 pazienti trattati con pioglitazone e 7.400 comparator. Come accadeva con il rosiglitazone, tale aumento era limitato alla popolazione femminile, con un aumento del rischio di 0,8 fratture per 100 pazienti-anno.
La maggior parte delle fratture era localizzata a livello degli arti superiori e inferiori.
Sebbene siano necessari più dati, prima di iniziare una terapia con glitazoni, bisogna prendere in considerazione il rischio associato a uso di questi farmaci, soprattutto nelle donne.

Revisione della letteratura
Recentemente è stata pubblicata su Ann Pharmacother (12) una revisione sistematica, usando MEDLINE e International Pharmaceutical Abstracts.
In questa revisione sono stati inclusi 5 studi sugli esseri umani (13-17), di cui:

In nessuno di questi studi l’outcome specifico era rappresentato dall’incidenza delle fratture associate a terapia con glitazoni, piuttosto gli studi utilizzavano endpoint surrogati come densità minerale ossea o marker di turnover osseo per valutare gli effetti dei glitazoni sul metabolismo osseo. Tali endpoint surrogati sono più deboli nei piccoli studi a breve termine che non possono essere in grado di rilevare le differenze nell’incidenza delle fratture.
Il problema nasce anche dal fatto che, anche se una ridotta densità minerale ossea è stata associata ad un rischio superiore di fratture, non è stato definito quale sia il livello dell’alterazione clinicamente significativo.
Ad esempio in uno studio (18) sono considerate significative la modifica del 25% dei marker della formazione ossea (fosfatasi alcalina osso-specifica e osteocalcina) e la modifica del 60-80% dei marker di riassorbimento (piridinolina e deossipiridinolina). Tuttavia, dal momento che questi marker presentano una variabilità ed eterogeneità significative, i risultati devono essere interpretati con cautela.

Conclusioni
I risultati degli studi che valutano gli effetti dei glitazoni sull’osso suggeriscono che il trattamento con tali farmaci contribuisce alla perdita ossea soprattutto nelle donne in post-menopausa. Due trial condotti sul troglitazone (13,14) sembrano suggerire un effetto protettivo sull’osso, ma entrambi gli studi sono di piccole dimensioni e senza controlli.
La perdita ossea è stata dimostrata soprattutto nelle donne (15,16), sebbene possa verificarsi anche negli uomini (17).
Dati preliminari indicano che la perdita ossea possa determinare un aumento di rischio delle fratture nelle donne (9,10), sebbene gli studi non avessero questo come endpoint primario.

C’è da considerare inoltre che:

Anche se i dati non sono conclusivi, gli operatori sanitari devono essere consapevoli che una terapia con glitazoni può determinare perdita ossea, ciò è particolarmente importante nei pazienti già a rischio di osteoporosi e/o di fratture.
Nei pazienti in trattamento con glitazoni, è necessario effettuare uno stretto monitoraggio della densità minerale ossea, soprattutto nelle donne in post-menopausa. Per tale motivo bisogna raccomandare l’assunzione di calcio e vitamina D.

Bibliografia

  1. Kahn SE, Haffner SM, Heise MA, et al. Glycemic durability of rosiglitazone, metformin, or glyburide monotherapy. N Engl J Med 2006; 355: 2427-43.
  2. DREAM trial investigators. Effect of rosiglitazone on the frequency of diabetes in patients with impaired glucose tolerance or impaired fasting glucose: a randomised controlled trial. Lancet 2006; 368: 1096-105.
  3. Yki-Jarvinen H. Thiazolidinediones. N Engl J Med 2004; 351: 1106-18.
  4. Nesto RW, et al. Thiazolidinedione use, fluid retention, and congestive heart failure. Circulation 2003; 108: 2941-8.
  5. Ali AA, et al. Rosiglitazone causes bone loss in mice by suppressing osteoblast differentiation and bone formation. Endocrinology 2005; 146: 1226-35.
  6. Rzonca SO, et al. Bone is a target for the antidiabetic compound rosiglitazone. Endocrinology 2004; 145: 401-6.
  7. Rubin GL, et al. Peroxisome proliferator-activated receptor g ligands inhibit estrogen biosynthesis in human breast adipose tissue: possible implications for breast cancer therapy. Cancer Res 2000; 60: 1604-8.
  8. Arlt W, et al. Thiazolidinediones but not metformin directly inhibit the steroidogenic enzymes P450c17 and 3b-hydroxysteroid dehydrogenase. J Biol Chem 2001; 276: 16767-71.
  9. Clinical trial observation of an increased incidence of fractures in female patients who received long-term treatment with Avandia (rosiglitazone maleate) tablets for type 2 diabetes mellitus. Dear Healthcare Provider Memo. www.fda.gov/medwatch/safety/2007/Avandia_GSK_Ltr.pdf (accessed 2007 May 17).
  10. Observation of an increased incidence of fractures in female patients who received long-term treatment with Actos (pioglitazone HCl) tablets for type 2 diabetes mellitus. Dear Healthcare Provider Memo. www.fda.gov/medwatch/safety/2007/Actosmar0807.pdf (accessed 2007 May 17).
  11. Kahn S, on behalf of the ADOPT investigators. Increased incidence of fractures in women who received rosiglitazone in ADOPT. American Diabetes Association 2007 Scientific Sessions; June 26, 2007; Chicago, IL.
  12. Murphy CE, Rodgers PT. Effects of Thiazolidinediones on Bone Loss and Fracture. Ann Pharmacother 2007 Oct 16; [Epub ahead of print])
  13. Okazaki R, et al. Short-term treatment with troglitazone decreases bone turnover in patients with type 2 diabetes mellitus. Endocr J 1999; 46: 195-201.
  14. Watanabe S, et al. Decrease in serum leptin by troglitazone is associated with preventing bone loss in type 2 diabetic patients. J Bone Miner Metab 2003; 21: 166-71.
  15. Schwartz AV, et al. Thiazolidinedione use and bone loss in older diabetic adults. J Clin Endocrinol Metab 2006; 91: 3349-54.
  16. Grey A, et al. The peroxisome proliferator-activated receptor-g agonist rosiglitazone decreases bone formation and bone mineral density in healthy postmenopausal women: a randomized, controlled trial. J Clin Endocrinol Metab 2007; 92: 1305-10.
  17. Yaturu S, et al. Thiazolidinediones treatment decreases bone mineral density in type 2 diabetic men. Diabetes Care 2007; 30: 1574-6.
  18. Seibel MJ. Biochemical markers of bone remodeling. Endocrinol Metab Clin North Am 2003; 32: 83-113.
  19. Schwartz AV, et al. Older women with diabetes have an increased risk of fracture: a prospective study. J Clin Endocrinol Metab 2001; 86: 32-8.
  20. Strotmeyer ES, et al. Nontraumatic fracture risk with diabetes mellitus and impaired fasting glucose in older white and black adults. Arch Intern Med 2005; 165: 1612-7.
  21. Okazaki R, et al. Metabolic improvement of poorly controlled noninsulin-dependent diabetes mellitus decreases bone turnover. J Clin Endocrinol Metab 1997; 82: 2915-20.

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