(Dr.ssa Patrizia Iaccarino. SIMG Napoli)
Nel nostro mondo talora le immagini hanno un potere educativo superiore a quello delle parole. In tal senso, il New England Journal of Medicine ha dedicato una breve sezione del giornale alla rubrica “Immagini in Medicina Clinica”. Interessante visionare questa rottura del tendine di Achille occorsa in una donna di 81 anni in seguito a breve terapia con chinolonici (1).
Una donna di 81 anni, con artrite reumatoide, sindrome di Sjogren e ipertensione, si è presentata con gonfiore e dolore nella zona del calcagno sinistro, sviluppatisi improvvisamente una settimana dopo un breve ciclo di levofloxacina per una bronchite acuta.
Ella riferì di non aver avuto nessun trauma nella zona interessata e di non aver svolto nessuna attività fisica eccessiva prima della comparsa del dolore.
L’esame clinico rilevava un’area ecchimotica intorno alla parte posteriore del calcagno sinistro ed un polpaccio moderatamente gonfio. Un’alterazione era palpabile nella parte laterale del tendine di Achille; il lato mediale era ancora intatto. Il movimento della caviglia era limitato per il dolore severo. Le immagini della risonanza magnetica (MRI) della caviglia mostravano una rottura a tutto spessore del tendine di Achille (Lastra A, frecce).
La caviglia della paziente fu immobilizzata in un piccolo gesso per gamba per due mesi. Dopo la rimozione del gesso, una MRI ripetuta mostrò una guarigione quasi completa del tendine rotto (Lastra B, frecce) e da allora la paziente camminò senza limitazioni.
I chinoloni possono facilitare l’aumentata espressione della metallo-proteinasi della matrice nei tessuti, che determina il danno del tendine. Ciò si verifica più frequentemente negli anziani ed in persone che assumono corticosteroidi.

Bibliografia