Alessandra Russo. Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università di Messina
L’efficacia dei contraccettivi ormonali a base di estroprogestinici dipende da un uso corretto e costante. Tuttavia se la paziente assume farmaci in concomitanza, l’effetto anticoncezionale può risultare alterato. In particolare, i farmaci che inducono gli enzimi epatici, ma anche alcuni antibiotici che alterano il circolo enteroepatico degli steroidi sessuali, possono ridurre l’efficacia dei contraccettivi orali. Durante la terapia con questi farmaci e per le 4 settimane successive all’interruzione del trattamento, è opportuno utilizzare anche un altro tipo di contraccettivo, ad esempio un metodo di barriera.
Di seguito viene riportato un elenco di farmaci che inducono gli enzimi epatici e che quindi possono interagire con i contraccettivi ormonali, riducendone l’efficacia (1-3).
Inoltre i contraccettivi possono interagire con la lamotrigina, le cui concentrazioni risultano ridotte dal contraccettivo, e con la ciclosporina, le cui concentrazioni risultano aumentate dal contraccettivo. Anche l’assunzione concomitante con i diuretici risparmiatori di potassio può determinare interazione con conseguente rischio di iperkaliemia, in particolare con le combinazioni a base di drospirenone.
Effetti avversi dei contraccettivi ormonali
Uno studio prospettico condotto negli Stati Uniti ha evidenziato che dopo 6 mesi di esposizione a contraccettivi orali, il 16-32% delle donne ha interrotto l’assunzione della pillola; quasi la metà (46%) ha sospeso l’utilizzo del contraccettivo a causa dell’insorgenza di effetti avversi quali perdite emorragiche e cefalea (4).
Studi caso-controllo hanno evidenziato un aumento del rischio relativo di trombosi venosa profonda ed embolia polmonare, che variava da 2,1 a 4,4 (5). Tale rischio è correlato alla dose di estrogeni e al tipo di progestinico.
I dati non sono sufficienti per trarre conclusioni sui contraccettivi combinati a base di altri progestinici. Le donne con trombofilia sono particolarmente a rischio di eventi tromboembolici.
Nelle utilizzatrici correnti, l’assunzione di contraccettivi orali combinati è associata ad un aumento del rischio di infarto miocardico, stroke, calcoli alla colecisti, ipertensione, alterazione del bilancio gluco-metabolico in pazienti con diabete, carcinoma della cervice, carcinoma epatocellulare e, in misura minore, cancro al seno.
Una revisione Cochrane ha evidenziato che, rispetto agli estro-progestinici assunti per via orale, i cerotti transdermici determinano l’insorgenza di più effetti collaterali, mentre l’anello vaginale ne causa di meno (ad eccezione di perdite vaginali e vaginite) (6).
In uno studio di coorte è stato osservato un aumento >2 volte del rischio di trombosi venosa profonda e di embolia polmonare nelle utilizzatrici di cerotti transdermici rispetto a quelle che assumevano contraccettivi orali contenenti 35 µg di etinilestradiolo e norgestimato (7).
L’uso di prodotti a base solo di progestinici è comunemente associato a sanguinamenti.
Di seguito viene riportato un elenco di controindicazioni all’utilizzo di contraccettivi ormonali (2,8):
Controindicazioni assolute
Controindicazioni relative
Infine si ricorda quanto segue:(2)
Bibliografia
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