Letteria Minutoli, Francesca Polito, Giovanni Polimeni. Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università di Messina
Un recente articolo pubblicato sulla rivista Arch Dis Child (1) focalizza l’attenzione sulle cause di errore terapeutico in pediatria e sulle possibili strategie per ridurne l’incidenza. Di seguito viene riportata un’ampia sintesi dell’articolo.
Gli errori terapeutici rappresentano sia la causa più comune di errore medico che un grave problema nella pratica clinica in pediatria. Le diverse metodologie di ricerca utilizzate e la diversa impostazione degli studi non permettono una stima reale dell’incidenza degli errori terapeutici in pediatria.
In Inghilterra si calcola che gli errori terapeutici sono circa 500.000 l’anno e sono dovuti solitamente ad un dosaggio errato del farmaco. La riduzione dell’incidenza degli errori terapeutici è strettamente legata ad un’adeguata conoscenza delle cause e dei fattori di rischio associati all’errore.
Tra i vari fattori che contribuiscono all’errore terapeutico in pediatria sono inclusi:
L’American Academy of Pediatrics (AAP) ha riconosciuto l’importanza di identificare e controllare gli errori terapeutici in pediatria. A tal scopo, il British National Formulary for Children (BNFC) ha fornito ai medici e al personale ospedaliero una guida per la prescrizione e la somministrazione dei farmaci per limitare gli errori terapeutici gravi (2).
Negli ultimi anni sono stati intrapresi diversi metodi per ridurre gli errori terapeutici e garantire la massima sicurezza del paziente in età pediatrica (sistemi integrati in rete, banche dati). L’esistenza di tali sistemi, dove vengono raccolte tutte le informazioni relative ai pazienti, ai farmaci ed agli eventi avversi legati al loro uso, ha permesso sia di studiare a posteriori gli incidenti terapeutici per individuarne le cause, sia di ricercare eventuali fattori di rischio prima che si verifichi l’errore.
In Inghilterra, infatti, grazie all’intervento dell’NHS (National Health System) Connecting for Health Programme, negli ospedali si stanno introducendo i sistemi di prescrizione elettronica e CPOE (computerised physician order entry), un sistema computerizzato che contiene informazioni cliniche sul paziente (es. presenza di allergie o indicazioni sulla dose e sulla frequenza delle somministrazioni). L’introduzione dei sistemi di prescrizione elettronica e di CPOE ha determinato una riduzione significativa della percentuale di errori in ospedale nella popolazione pediatrica. Inoltre, la National Patient Safety Agency (NPSA) ha creato il National Reporting and Learning System (NRLS) un sistema di segnalazione anonima degli errori terapeutici. Questi dati vengono analizzati dall’NPSA per identificare un trend di sicurezza nazionale e per sviluppare delle linee guide atte a prevenire gli errori terapeutici.
Secondo Walsh e coll. l’introduzione dei sistemi computerizzati negli ospedali potrebbe, comunque, causare ulteriori errori dovuti ad uso improprio del computer. Infatti, la percentuale di alcuni errori si ridurrebbe, ma potrebbero sorgere nuovi errori (es. errori legati alla stampa dello schema terapeutico) (3). A tale scopo, è importante un monitoraggio attento e costante del sistema con opportune modifiche ed aggiornamenti del programma.
Gli interventi per ridurre gli errori terapeutici devono coinvolgere anche i farmacisti ospedalieri e gli infermieri. I farmacisti ospedalieri hanno un ruolo importante nella riduzione dell’errore terapeutico e di conseguenza nell’insorgenza delle reazioni avverse ai farmaci. L’81% degli errori potrebbe essere evitato con il monitoraggio delle prescrizioni da parte del farmacista, mentre il 47% potrebbe essere evitato se ci fosse una maggiore comunicazione tra il medico e il farmacista (4).
L’errore legato al dosaggio rappresenta l’errore più frequente in età pediatrica e, nella maggior parte dei casi, si traduce in un sovradosaggio del farmaco.
È importante quindi che medici, farmacisti e infermieri controllino il farmaco, la dose, l’identità del paziente ed ogni altra informazione importante prima della somministrazione, che dovrebbe essere eseguita solo da personale competente nella pratica clinica pediatrica.
Inoltre, sia i pazienti che i familiari dovrebbero essere ben istruiti sulle modalità di preparazione e somministrazione del farmaco. Pertanto, è auspicabile che tutto il personale sanitario partecipi a training sulla sicurezza e che operi in team, interagendo reciprocamente, per ottenere la migliore gestione del paziente.
Bibliografia