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Iperkaliemia da farmaci

Alessandra Russo. Dipartimento Clinico Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università di Messina

L’iperkaliemia può scatenare l’insorgenza di aritmie cardiache che mettono in pericolo la vita e che dovrebbero essere trattate con urgenza, anche se le modifiche del tracciato elettrocardiografico spesso non sono correlate all’entità dell’alterazione dei livelli di potassio.
Di solito l’iperkaliemia è causata da una combinazione di fattori; tuttavia, sono più spesso implicati l’insufficienza renale e i farmaci. In particolare, l’aumentato impiego di farmaci che interagiscono con il sistema renina-angiotensina-aldosterone ha determinato un incremento nella prevalenza dell’iperkaliemia.
Il problema dell’iperkaliemia è stato affrontato in un articolo pubblicato di recente sul BMJ (1).

Per iperkaliemia si intende una concentrazione di potassio serico >5,5 mmol/L. Spesso è asintomatica e si riscontra casualmente effettuando gli esami di laboratorio di routine.
Quando si manifesta, i sintomi sono aspecifici e soprattutto sono correlati alla funzionalità muscolare (parestesie, debolezza muscolare, senso di affaticamento) o cardiaca (palpitazioni).

La prevalenza nella popolazione generale non è nota; tuttavia, si ritiene che si verifichi in 1-10% dei pazienti ricoverati in ospedale (2).
Il potassio, il catione maggiormente presente nell’organismo umano (98% nei liquidi intracellulari, 2% in quelli extracellulari), svolge un ruolo chiave nella conduzione degli impulsi nervosi e nella contrazione muscolare. Pertanto, un’alterazione dei livelli plasmatici può esercitare effetti profondi sulla funzione nervosa, muscolare e cardiaca.
L’iperkaliemia può essere dovuta a riduzione dell’escrezione di potassio o ad aumentato rilascio dalle cellule. In >75% dei casi di iperkaliemia, la causa è rappresentata da una riduzione dell’escrezione dovuta ad insufficienza renale. Anche l’ipoaldosteronismo iporeninemico può determinare l’insorgenza di iperkaliemia.

Farmaci che causano iperkaliemia
I farmaci possono interferire con l’omeostasi del potassio promuovendo il passaggio transcellulare di potassio o alterando l’escrezione renale di potassio (ad esempio tramite effetti sull’azione dell’aldosterone, sul rilascio di sodio o sulla funzionalità dei tubuli collettori) (2-4) (tabella).
In uno studio prospettico su 242 soggetti ricoverati in ospedale per iperkaliemia, il 63% dei pazienti stava assumendo farmaci che interferiscono con il potassio. Il rischio di iperkaliemia è particolarmente elevato quando tali farmaci vengono somministrati a pazienti con insufficienza renale.
Gli anziani e i pazienti con diabete sono particolarmente suscettibili. Pertanto, i medici devono prescrivere tali farmaci con cautela in queste popolazioni; è meglio iniziare con basse dosi e rivalutare le concentrazioni seriche di potassio entro una settimana dall’inizio della terapia e ad ogni aumento della dose.
La frequenza con cui effettuare il monitoraggio serico del potassio dipende dal livello dell’alterazione renale, dalla presenza di diabete e dall’uso concomitante di altri farmaci che inducono iperkaliemia.
È opportuno porre particolare cautela in pazienti con alterazioni della conduzione cardiaca, in cui anche minimi aumenti del potassio serico possono precipitare severe aritmie.

Trattamento
L’iperkaliemia di grado lieve-moderato può essere trattata con un diuretico dell’ansa per aumentare l’escrezione urinaria di potassio. Inoltre, è necessario ridurre la quantità di potassio nella dieta e limitare o sospendere l’assunzione di farmaci che possono aumentare le concentrazioni di potassio serico. Nei pazienti con insufficienza renale, il diuretico potrebbe non essere efficace e possono essere necessarie altre misure, inclusa la dialisi.
Le forme severe di iperkaliemia mettono in pericolo la vita in quanto possono causare effetti cardiaci e neuromuscolari catastrofici, come l’arresto cardiaco e la paralisi dei muscoli respiratori.
Pertanto, è necessario un trattamento immediato e aggressivo. La maggior parte delle autorità regolatorie ritiene che un valore >6mmol/L associato ad alterazioni dell’ECG o >6,5 mmol/L a prescindere dall’ECG rappresenti un’iperkaliemia severa che necessita di trattamento urgente.
Una revisione sistematica Cochrane, pubblicata nel 2005 (9), sugli interventi di emergenza dell’iperkaliemia ha raccomandato che il trattamento immediato preveda 3 step:s

  1. stabilizzare la funzionalità del miocardio per ridurre la suscettibilità alle aritmie ventricolari. La somministrazione endovenosa di calcio viene utilizzata per antagonizzare direttamente gli effetti di membrana dell’iperkaliemia, stabilizzando la conduzione cardiaca. L’infusione di calcio non altera il livello serico di potassio, ma possono essere osservati benefici sull’ECG dopo 1-3 minuti dalla somministrazione e l’effetto può durare per 30-60 minuti. È opportuno porre cautela nei pazienti in trattamento con digossina, in quanto il calcio potenzia la tossicità miocardica da digossina (10);
  2. la somministrazione di insulina o di beta-2 agonisti induce il passaggio del potassio dal comparto extracellulare a quello intracellulare in modo da ridurre rapidamente il potassio serico;
  3. la somministrazione di potenti diuretici dell’ansa favorisce l’escrezione renale di potassio, aumentando il flusso urinario e il rilascio del sodio. Tali farmaci sono efficaci solo se la funzionalità renale è adeguata. Tuttavia, nei casi di iperkaliemia severa e con insufficienza renale cronica avanzata, la dialisi rappresenta il trattamento definitivo.

Per evitare le recidive, è opportuno valutare attentamente la terapia farmacologica del paziente in modo da evitare o ridurre la somministrazione di farmaci che aumentano la ritenzione di potassio.
Inoltre, bisogna consigliare di ridurre l’assunzione di potassio con la dieta.
I diuretici possono essere utili per aumentare la perdita renale di potassio. In particolare i tiazidici possono essere utilizzati in soggetti con funzionalità renale integra, ma risultano inefficaci quando la velocità di filtrazione glomerulare è <40 ml/min. In questi casi è preferibile utilizzare i diuretici dell’ansa come la furosemide. Il fludrocortisone può essere utilizzato in pazienti con ipoaldosteronismo iporeninemico, anche se può causare ritenzione idrica e ipertensione e deve essere impiegato con cautela, soprattutto in pazienti con diabete di tipo 2, che spesso sono anche ipertesi.

Tabella. Farmaci che causano iperkaliemia

Farmaci che alterano il passaggio transmembrana del potassio

  • Beta-bloccanti
  • Digossina
  • Soluzioni iperosmolari (mannitolo, glucosio)
  • Suxametonio
  • Aminoacidi cationici per via endovenosa

Agenti contenenti potassio

  • Supplementi di potassio
  • Sostitutivi salini
  • Erbe medicinali (es. alfalfa, tarassaco, equiseto, euforbia ed ortica)
  • Eritrociti conservati (l’emolisi rilascia potassio)

Farmaci che riducono la secrezione di aldosterone

 

  • ACE-inibitori
  • Sartani
  • FANS
  • Eparine
  • Antifungini (ketoconazolo, fluconazolo, itraconazolo)
  • Ciclosporina
  • Tacrolimus

Farmaci che bloccano il legame dell’aldosterone al recettore per i mineralcorticoidi

  • Spironolattone
  • Eplerenone
  • Drospirenone

Farmaci che inibiscono l’attività dei canali del sodio a livello epiteliale

  • Diuretici risparmiatori di potassio (amiloride, triamterene)
  • Trimetoprim
  • Pentamidina

Bibliografia

  1. Nyirenda MJ, et al. Hyperkalaemia. BMJ 2009; 339: 1019-24
  2. Acker CG, et al. Hyperkalemia in hospitalized patients: causes, adequacy of treatment, and results of an attempt to improve physician compliance with published therapy guidelines. Arch Intern Med 1998; 158: 917-24.
  3. Perazella MA. Drug-induced hyperkalemia: old culprits and new offenders. Am J Med 2000; 109: 307-14.
  4. Hollander-Rodgriguez JC, Calvert JF Jr. Hyperkalemia. Am Fam Physician 2006; 73: 283-90.
  5. Pitt B, et al. The effect of spironolactone on morbidity and mortality in patients with severe heart failure. N Engl J Med 1999; 341: 709-17.
  6. Svensson M, et al. How prevalent is hyperkalemia and renal dysfunction during treatment with spironolactone in patients with congestive heart failure? J Card Fail 2004; 10: 297-303.
  7. Navaneethan SD, et al. Aldosterone antagonists for preventing the progression of chronic kidney disease. Cochrane Database Syst Rev 2009; 3: CD007004.
  8. Perazella MA, Tray K. Selective cyclooxygenase-2 inhibitors: a pattern of nephrotoxicity similar to traditional nonsteroidal anti-inflammatory drugs. Am J Med 2001; 111: 64-7.
  9. Mahoney BA, et al. Emergency interventions for hyperkalaemia. Cochrane Database Syst Rev 2005; 2: CD003235.
  10. Davey M. Calcium for hyperkalemia in digoxin toxicity. Emerg Med J 2002; 19: 183.

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