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Perdita dell’udito associata ad utilizzo di analgesici negli uomini
Alessandra Russo. Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia. Università di Messina
La perdita dell’udito è il più frequente disturbo sensoriale negli USA e colpisce oltre 36 milioni di persone, in particolare i soggetti anziani. Uno studio pubblicato sulla rivista American Journal of Medicine (1) ha focalizzato l’attenzione sul rischio di perdita dell’udito associata ad utilizzo di analgesici. L’aspirina, il paracetamolo e l’ibuprofene sono i farmaci più utilizzati negli USA. Sono ben documentati gli effetti ototossici associati ad alte dosi di salicilati (diversi grammi al giorno), con perdita reversibile dell’udito e tinnito (2). Al contrario, basse dosi di salicilato sembrano proteggere dalla perdita dell’udito indotta dagli aminoglicosidi e dai rumori (3,4) probabilmente attraverso un effetto sulle proteine motorie delle cellule ciliate esterne o l’inibizione della cicloossigenasi (5). È stato dimostrato che elevate dosi di FANS sono ototossiche (6), probabilmente attraverso una riduzione del flusso ematico cocleare. Il paracetamolo potrebbe indurre la deplezione di glutatione, che protegge la coclea dai danni indotti dai rumori (7,8).
All’origine, nel 1986, l’Health Professionals Follow-up Study aveva arruolato 51.529 uomini (dentisti, optometristi, osteopati, farmacisti, podologi e veterinari) di età compresa tra 40 e 75 anni al basale. I partecipanti hanno compilato questionari dettagliati sulla dieta, sulla storia medica e sull’uso di farmaci. Il questionario è stato sottoposto ad anni alterni fino a 20 anni.
Nel 2004 fu inserita la domanda se era stata diagnosticata una perdita dell’udito e, in caso positivo, si chiedeva di specificare la data della diagnosi. Su 31.496 uomini che hanno restituito il questionario, 8291 (26,3%) hanno riportato una diagnosi di perdita dell’udito.
Sono stati esclusi dall’analisi i soggetti che hanno riportato una diagnosi di perdita dell’udito in data anteriore al 1986 (n=2845) o una neoplasia diversa dal cancro cutaneo non melanoma (per la possibile esposizione a chemioterapia ototossica) e coloro che hanno raggiunto un’età di 75 anni durante il follow-up. Alla fine sono stati inclusi nell’analisi 26.917 soggetti.
- Nel questionario è stato chiesto di indicare l’uso abituale (≥2 volte/settimana) di aspirina, FANS e paracetamolo. L’utilizzo di analgesici valutato in questo modo è risultato associato ad una serie di outcome importanti, come il cancro colo-rettale e l’ipertensione (9,10).
- L’outcome primario è stato determinato sulla base della risposta al questionario del 2004. Sono stati definiti casi quelli verificatisi dopo il 1986.
- Le covariate considerate nell’analisi multivariata erano: età, razza, indice di massa corporea (BMI), assunzione di alcool e di folato, attività fisica, abitudine al fumo, ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari, ipercolesterolemia ed uso di furosemide (11-18).
- Per esaminare la correlazione tra uso abituale di analgesici e perdita dell’udito in base all’età, l’analisi è stata stratificata in 3 gruppi: età <50 anni, 50-59 anni e ≥60 anni.
Nello studio, è stato osservato che, rispetto agli utilizzatori non abituali (<2 volte/settimana), gli utilizzatori abituali di aspirina e FANS erano più anziani, mentre gli utilizzatori di paracetamolo erano più giovani. L’ipertensione era più frequente tra gli utilizzatori abituali. Spesso un soggetto assumeva con regolarità più di un tipo di analgesico.
Durante il follow-up (369.079 anni-persona), sono stati riportati 3488 casi di perdita dell’udito. L’uso regolare di analgesici è risultato associato in maniera indipendente ad un aumento del rischio di perdita dell’udito per tutti e 3 i tipi di analgesici. Dopo aggiustamento per età, razza, professione, BMI, assunzione di alcool e di folato, attività fisica, abitudine al fumo, ipertensione, diabete ed uso di altre classi di analgesici, rispetto agli utilizzatori non abituali (<2 volte/settimana), negli utilizzatori abituali, l’HR di perdita dell’udito era pari a 1,12 (IC 95% 1,04-1,20) per l’aspirina, a 1,21 (1,11-1,33) per i FANS e a 1,22 (1,07-1,39) per il paracetamolo. Dopo ulteriore aggiustamento per ipercolesterolemia, malattie cardiovascolari ed uso di furosemide o dopo esclusione dei pazienti con artrite reumatoide o osteoartrite, i risultati restavano immodificati.
- L’uso abituale di aspirina per 1-4 anni era associato ad un aumento della probabilità (28%; 17-40%) di sviluppare perdita dell’udito rispetto ad un utilizzo non abituale. Tuttavia, il rischio non aumentava ulteriormente con una maggiore durata d’uso.
- L’uso abituale di FANS per ≥4 anni era associato ad un aumento della probabilità (33%; 18-49%) di sviluppare perdita dell’udito rispetto ad un utilizzo non abituale.
- L’uso abituale di paracetamolo per ≥4 anni era associato ad un aumento della probabilità (33%; 14-56%) di sviluppare perdita dell’udito rispetto ad un utilizzo non abituale.
- L’associazione tra perdita dell’udito e uso regolare di aspirina (p=0,005), FANS (p=0,10) e paracetamolo (p=0,09) variava in base all’età. Per ogni classe di analgesico, l’associazione tendeva a diminuire con l’avanzare dell’età, mentre il rischio è risultato superiore fra gli uomini più giovani (<60 anni).:
- Aspirina: l’uso regolare in pazienti di età <50 anni e in quelli di età compresa tra 50 e 59 anni era associato ad un aumento della probabilità (33%) di sviluppare perdita dell’udito rispetto all’utilizzo non abituale, mentre nessuna associazione è stata osservata nei pazienti ≥60 anni di età.
- FANS: in tutte le fasce di età l’uso regolare era associato ad un aumento della probabilità (età <50 anni: 61%; 50-59 anni: 32%; ≥60 anni: 16%) di sviluppare perdita dell’udito rispetto all’utilizzo non abituale.
- Paracetamolo: in tutte le fasce di età l’uso regolare era associato ad un aumento della probabilità (età <50 anni: 99%; 50-59 anni: 38%; ≥60 anni: 16%) di sviluppare perdita dell’udito rispetto all’utilizzo non abituale.
- L’associazione tra perdita dell’udito e uso concomitante di più di una classe di analgesici sembra essere additiva. Per l’uso combinato di 2 analgesici, il rischio era maggiore negli utilizzatori di FANS e paracetamolo (HR 1,58; 1,16-2,16), rispetto a chi non ha utilizzato nessun analgesico con regolarità. Il rischio era simile all’impatto dell’uso abituale di tutti e 3 gli analgesici (1,60; 1,23-2,09).
Bibliografia
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