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Non somministrare integratori a base di ferro in donne in gravidanza senza anemia

Maria Caruso e Alessandra Russo. Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia. Università di Messina

Sulla rivista Prescrire è stato pubblicato un articolo relativo all’utilizzo di integratori a base di ferro da parte di donne in gravidanza non anemiche (1). Di seguito viene riportata una sintesi dell’articolo.

Sia una carenza che un eccesso di ferro possono provocare effetti avversi per la salute.
L’anemia da carenza di ferro (sideropenica) è generalmente definita come anemia microcitica ipocromica con valori di ferritina <12 mcg/L. Durante la gravidanza, l’anemia sideropenica è associata ad un aumento del rischio di parto prematuro e di basso peso alla nascita. I livelli di emoglobina (Hb) scendono durante il 2° e 3° trimestre di gravidanza, a causa dell’emodiluizione.

L’anemia viene definita tale:

Le conseguenze della carenza di ferro durante la gravidanza sono difficili da determinare. Un livello di Hb <9 g/dl è associato ad un aumento del rischio di mortalità materna e neonatale e di malattie infettive.

L’accumulo di ferro può causare emocromatosi, con un rischio di complicanze cardiache ed endocrine. Due trial comparativi forniscono informazioni utili sulle potenziali conseguenze per la madre e il figlio dell’assunzione di ferro in donne gravide non anemiche (2,3).
Un trial è stato condotto in Iran e un altro in Messico.

In pratica: l’eccesso di ferro può risultare pericoloso anche durante la gravidanza
All’inizio del 2009, i dati evidenziavano che un eccessivo supplemento di ferro durante la gravidanza aumenta il rischio di basso peso alla nascita e di nascita pretermine, così come di ipertensione materna. E’ stato ipotizzato che un elevato livello di emoglobina durante la gravidanza potrebbe aumentare il rischio di infarto della placenta e così ridurre l’infusione placentare e rallentare la crescita del feto.
In pratica i supplementi di ferro non devono essere prescritti senza una buona motivazione. Una dieta bilanciata è il miglior modo per prevenire l’anemia da carenza di ferro durante la gravidanza (1,3). Il supplemento di ferro è giustificato in presenza di anemia da carenza di ferro, ma richiede uno stretto monitoraggio. E’ importante non somministrare supplementi di ferro in donne gravide senza anemia, i cui livelli di emoglobina sono >11 g/dl durante il 1° e 3° trimestre e >10,5 g/dl durante il 2° trimestre.

Bibliografia

  1. Prescrire International 2009; 18: 261-2.
  2. Ziaei S et al. A randomized placebo-controlled trial to determine the effect of iron supplementation on pregnancy out come in pregnant women with haemoglobin ≥13,2 g/dl. BJOG 2007; 114: 684-688.
  3. Casanueva E et al.Weekly iron as safe alternative to daily supplementation for nonanemic pregnant women. Arch Med Res 2006; 37: 674-682.
  4. Siega-Riz AM et al. The effects of prophylactic iron given in prenatal supplements on iron status and birth outcomes: a randomized controlled trial. Am J Obstet Gynecol 2006; 194: 512-519.
  5. Scanlon KS et al. High and low haemoglobin levels during pregnancy: differential risk for preterm birth and small for gestational age. Obstet Gynecol 2000; 96: 741-748.

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