Daniela Crupi e Alessandra Russo. Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia. Università di Messina
Sulla rivista Prescrire (1), è stato pubblicato un articolo relativo ai disturbi visivi associati alla terapia con telitromicina. Di seguito viene riportata una sintesi dell’articolo.
Non ci sono evidenze che la telitromicina sia più efficace rispetto ad altri macrolidi, a prescindere dalle specie batteriche coinvolte. La telitromicina presenta gli effetti collaterali di tutti i macrolidi, soprattutto i disturbi gastrointestinali (diarrea, nausea e vomito, dolori addominali e dispepsia) e neurologici (cefalea e vertigini). Può anche prolungare l’intervallo QT quando è usata a dosi orali standard e provocare anche danno epatico di grado severo, aggravare la miastenia gravis, così come causare perdita di conoscenza. Inoltre, come altri macrolidi, con l’eccezione della spiramicina, la telitromicina può interagire con molti altri farmaci, con conseguenze cliniche potenzialmente gravi.
I disturbi visivi sono stati osservati per la prima volta durante i trial clinici sulla telitromicina.
Una review finlandese delle segnalazioni di farmacovigilanza, pubblicata nel 2009, ha esaminato la frequenza, le caratteristiche e la reversibilità di questi effetti avversi oculari (2).
La visita oftalmologica nei pazienti con disturbi visivi dovuti a telitromicina non aveva evidenziato problemi. Il meccanismo alla base non è del tutto chiaro. Una ipotesi è un effetto reversibile della telitromicina sul corpo ciliare, che ritarda il rilassamento del muscolo ciliare e che quindi altera l’accomodazione.
In pratica
Bibliografia