Ashwagandha. Interazioni farmacologiche.
(a cura di Alessandro Oteri, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università degli Studi di Messina).
L’ashwagandha (Withania somnifera) è una pianta comunemente utilizzata nella medicina ayurvedica per il trattamento di numerosi disturbi muscoloscheletrici (per es. artrite o reumatismi). I suoi estratti esercitano un effetto stimolante sul sistema immunitario migliorando le condizioni generali di salute ed incrementando lo stato energetico dell’organismo (1,2). Per tale ragione viene ampiamente utilizzata come tonico ed adattogeno tra gli atleti e gli anziani. I più importanti componenti dell’ashwagandha sono i witanolidi (in particolare la witaferina A), lattoni sesquiterpenici, responsabili dei suoi effetti farmacologici (3).
La radice di ashwagandha può avere un effetto sedativo.
Potenziali interazioni farmacologiche possono verificarsi con:
Pertanto si sconsiglia di associare derivati della pianta a farmaci che deprimono il sistema nervoso centrale e sospenderne l’assunzione in prossimità di eventuali interventi chirurgici che prevedono l’anestesia generale (4).
Bibliografia.