(a cura di Alessandro Oteri, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università degli Studi di Messina)
L’agnocasto (Vitex agnus-castus) è una pianta nativa dell’Asia centrale e dell’Europa mediterranea. I suoi estratti sono stati utilizzati per secoli nel trattamento di svariati disturbi ginecologici, quali sindrome premestruale, mastalgia ciclica ed irregolarità mestruali (1).
L’attività farmacologica della pianta deriva dalla presenza nei suoi estratti di composti dotati di proprietà dopaminergiche capaci di ridurre la mastodinia ed altri sintomi associati alla sindrome premestruale (2).
Per via degli effetti dopaminergici dei suoi estratti, l’agnocasto è controindicato nei pazienti trattati con farmaci per il morbo di Parkinson quali bromocriptina e metoclopramide (2,3), antipsicotici ed agonisti dopaminergici (3-5).
Un uso cauto viene suggerito nelle donne che utilizzano contraccettivi orali ed in quelle sottoposte a terapia ormonale sostitutiva (6).
Bibliografia