Pediatria
Sezione di Farmacovigilanza per il Pediatra

Esposizione a FANS e ricoveri per infezioni batteriche gravi in pediatria

Francesca Polito, Letteria Minutoli, Giovanni Polimeni, Domenica Altavilla. Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università di Messina

In un recente articolo pubblicato sulla rivista Clinical Drug Investigation (1), Leroy e coll. hanno riportato i dati di uno studio prospettico che ha coinvolto 5182 bambini ricoverati, dal novembre 2002 al novembre 2005, presso il Dipartimento di Pediatria generale, dell’Ospedale Saint-Vincent-de-Paul di Parigi. L’outcome principale dello studio, realizzato grazie al sistema di segnalazione del Dipartimento di Farmacovigilanza dell’ospedale, è stato quello di verificare un’associazione causale tra assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e sviluppo di infezioni batteriche gravi in età pediatrica, che hanno richiesto il ricovero ospedaliero.

Nonostante i FANS siano ampiamente utilizzati in pediatria, come antipiretici ed analgesici, la loro sicurezza è attualmente oggetto di numerosi dibattiti (2-4). Infatti, diversi case report, studi di coorte e caso-controllo hanno dimostrato che il trattamento con FANS può essere responsabile dell’aggravarsi di alcune infezioni batteriche e dell’instaurarsi di gravi infezioni cutanee (fascite necrotizzante), faringee e polmonari (5-7).

Secondo Leroy e coll., la rarità degli eventi studiati (es. fascite necrotizzante), la frequenza di esposizione ai FANS nella popolazione pediatrica e la possibilità di incorrere in bias ha reso difficile effettuare trials validi per stimare la reale entità dei possibili eventi avversi legati all’uso di FANS nella pratica giornaliera.

Gli autori hanno valutato, come potenziali ADR, tutte le infezioni batteriche che secondo la letteratura potrebbero essere state aggravate dall’uso dei FANS: infezioni della cute e dei tessuti molli (incluse celluliti e fasciti necrotizzanti), infiammazione linfonodale, ascessi laterali e retrofaringei, polmonite necrotizzante ed empiema pleurico.
L’approccio migliore per valutare la frequenza di questi eventi rari ma gravi, è stato basato sull’analisi dei ricoveri ospedalieri, dal momento che i bambini ricoverati sono stati trattati con terapia antibiotica parenterale e talvolta anche con terapia chirurgica.
In questo studio, sono stati inclusi tutti i pazienti che hanno presentato infezioni batteriche gravi dopo l’assunzione di FANS nei 15 giorni precedenti il ricovero. Per ogni paziente, le informazioni registrate su un apposito modulo per case report, includevano età, sesso, caratteristiche della malattia che ha reso necessario il ricovero, ceppo dei batteri isolati, decorso ed esito della malattia, dettagli sull’uso dei FANS ed informazioni su eventuali terapie concomitanti.
Gli autori, dopo aver identificato i bambini, che sono stati ospedalizzati per infezioni batteriche gravi, hanno calcolato la probabilità di un nesso causale tra l’utilizzo di FANS e l’insorgenza di ADR, adottando l’algoritmo di Naranjo (10).
I risultati dello studio hanno evidenziato che:

Conclusioni
Lo studio di Leroy e coll. è stato il primo studio epidemiologico descrittivo, basato sul sistema di segnalazione, secondo le linee guida europee della farmacovigilanza per i farmaci utilizzati in età pediatrica, che ha analizzato e calcolato la frequenza di casi ospedalizzati per infezioni batteriche gravi, dopo assunzione di FANS. Gli autori hanno messo in evidenza la presenza di alcuni limiti nel loro studio, che ne potrebbero aver compromesso la validità:

  1. lo studio non ha consentito di stabilire con certezza assoluta l’associazione tra somministrazione di FANS e sviluppo di infezioni batteriche gravi in età pediatrica, ma si è limitato unicamente ad una analisi descrittiva epidemiologica;
  2. nonostante il sistema di monitoraggio intensivo, messo in atto, è possibile che una parte delle reazioni avverse non siano state segnalate portando ad una sottostima del dato;
  3. l’algoritmo di Naranjo è più indicato per valutare eventi avversi quali l’ipersensibilità piuttosto che per valutare il ruolo di un farmaco nella progressione di un’infezione.

Inoltre, non è possibile discernere tra un potenziale evento avverso e lo spontaneo peggioramento di una situazione patologica che abbia richiesto la prescrizione di FANS (febbre e dolore). Gli autori hanno infine concluso sottolineando che, eventi che risultano rari nei trial clinici possono, invece, essere frequenti nella popolazione realmente esposta ai FANS.
Tutto questo suggerisce la necessità di condurre studi multicentrici. Qualora tali studi dovessero confermare un’alta frequenza di associazione tra FANS ed infezioni batteriche gravi, si dovrebbero rivalutare le linee guida per l’impiego dei FANS nella terapia della febbre nella popolazione pediatrica.

Bibliografia

  1. Leroy S, et al. Hospitalization for severe bacterial infections in children after exposure to NSAIDs: a prospective adverse drug reaction reporting study. Clin Drug Investig 2010; 30: 179-85.
  2. Leroy S, et al. Ibuprofen in childhood: evidence-based review of efficacy and safety. Arch Pediatr 2007; 14: 477-84.
  3. Goldman RD, et al. Antipyretic efficacy and safety of ibuprofen and acetaminophen in children. Ann Pharmacother 2004; 38: 146-50.
  4. Neutel CI, et al. Ibuprofen use in children: a benefit or a risk? Ann Epidemiol 1997; 7: 437-9.
  5. Revol P, et al. Brain abscess and diffuse cervico-facial cellulitis: complication after mandibular third molar extraction. Rev Stomatol Chir Maxillofac 2003; 104: 285-9.
  6. Byington CL, et al. An epidemiological investigation of a sustained high rate of pediatric parapneumonic empyema: risk factors and microbiological associations. Clin Infect Dis 2002; 34: 434-40.
  7. Zerr DM, et al. A case-control study of necrotizing fasciitis during primary varicella. Pediatrics 1999; 103: 783-90.
  8. Lamagni TL, et al. Severe Streptococcus pyogenes infections, United Kingdom, 2003-2004. Emerg Infect Dis 2008; 14: 202-9.
  9. Lesko SM, et al. An assessment of the safety of pediatric ibuprofen. A practitioner-based randomized clinical trial. JAMA 1995; 273: 929-33.
  10. Naranjo CA, et al. A method for estimating the probability of adverse drug reactions. Clin Pharmacol Ther 1981; 30: 239-45.

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