Topiramato nel trattamento dell’obesità in soggetti con ipertensione essenziale. Dati di safety da un trial clinico.
(Gianluca Trifirò, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia dell’Università di Messina)
Titolo del trial:
Efficacia e sicurezza del topiramato nel trattamento dell’obesità in soggetti con ipertensione essenziale.
Titolo originale: Efficacy and Safety of Topiramate in the Treatment of Obese Subjects With Essential Hypertension.
Autori: Tonstad S et al.
Rivista: Am J Cardiol 2005; 96:243-51.
Sponsor: Johnson & Johnson Pharmaceutical Research and Development.
E’ stato dimostrato che la perdita di peso, anche se di modesta entità (5-10 %), determina una riduzione della pressione arteriosa nei pazienti obesi affetti da ipertensione. Addirittura, in alcuni casi, una modesta riduzione di peso può ridurre o eliminare del tutto la necessità di impiegare farmaci anti-ipertensivi. L’approccio iniziale per raggiungere una diminuzione del peso corporeo prevede il ricorso a dieta alimentare ed esercizio fisico, con entrambi i fattori che hanno un effetto favorevole indipendente sull’ipertensione. Tuttavia, sebbene all’inizio vi è spesso un successo di tale approccio nella riduzione del peso, nell’arco di 5 anni in media i pazienti tendono a riacquistare di nuovo il peso iniziale.
Il topiramato è un monosaccaride sulfammato-sostituito che sembra avere capacità di riduzione di peso corporeo, sulla base di diversi studi sperimentali su topi, ma anche in uno studio clinico della durata 6 mesi (con diversi dosaggio del farmaco), in un trial in terapia a lungo termine (fino ad un anno) ed in un altro di mantenimento (fino a 44 settimane), in soggetti che avevano inizialmente perso peso attraverso interventi non-farmacologici. In questi trial che includevano pazienti obesi, privi di diabete, ed alcuni di loro con ipertensione controllata, si notavano anche miglioramenti nei livelli di pressione arteriosa.
Sulla base di tali premesse, è stato condotto questo trial multicentrico, randomizzato, in doppio-cieco e placebo-controllato, con lo specifico obiettivo di valutare la riduzione di peso e di pressione arteriosa in pazienti obesi che avevano lieve/moderata ipertensione.
Dopo 4 settimane di arruolamento, 531 soggetti obesi ed affetti da ipertensione (BMI da 27 a 50 kg/m2) venivano assegnati per randomizzazione a ricevere placebo, topiramato al dosaggio di 96 mg/die o 192 mg/die. Inizialmente era stato programmato di continuare l’esposizione al trattamento per 60 settimane, tuttavia successivamente lo sponsor ha deciso di terminare lo studio prima della data prevista (dopo 28 settimane), al fine di avere la possibilità di sviluppare una nuova molecola con formulazione a rilascio controllato.
Risultati
Il gruppo placebo e quelli in trattamento con topiramato (96 mg/die e 192 mg/die) riportavano una riduzione del peso corporeo rispettivamente pari a 1,9%, 5,9% e 6,5% dei valori di baseline (p < 0.001 per ogni confronto con placebo) ed una diminuzione dei valori di pressione arteriosa diastolica, rispettivamente, di 2,1, 5,5 e 6,3 mm Hg (p < 0.015 rispetto al placebo) e di pressione
sistolica pari a 4,9, 8,6, e 9,7 mmHg.
In sintesi, rispetto al placebo, i gruppi di trattamento con topiramato presentavano una più elevata proporzione di pazienti il cui peso era ridotto del ≥5% e del 10%, di cui i valori di pressione arteriosa diastolica erano ridotti del ≥5% e del 10%, e che raggiungevano una normalizzazione dei valori pressori (< 130/85 mm Hg).
Eventi avversi
In tabella sono elencati tutti gli eventi avversi che si presentavano in più del 5% dei pazienti che ricevevano topiramato e con frequenza maggiore rispetto al placebo.
La maggior parte degli eventi avversi dei 2 gruppi di trattamento con topiramato erano a carico del sistema nervoso centrale. La parestesia è stata l’evento avverso più frequentemente riportato ed ha portato il 3% dei pazienti che ricevevano topiramato a sospendere la terapia.
In generale, la percentuale di pazienti che sospendevano il trattamento a causa dell’insorgenza di eventi avversi era del 7% per il placebo e del 14% e del 15%, rispettivamente, per i 2 gruppi di pazienti in terapia con topiramato (96 mg/die e 192 mg/die). La frequenza di eventi avversi giudicati gravi è stata del 4% (7 su 176) nel gruppo placebo, del 5% (8 su 175) e del 3% (5 su 178), rispettivamente, nei gruppi trattati con topiramato (96 mg/die e 192 mg/die).
Tra questi sono stati giudicati come possibilmente correlati all’uso del farmaco i seguenti eventi:
vertigine, ipoestesia, affaticamento, rallentamento psicomotorio, tremore e dolore renale.
Evento avverso |
Placebo |
Topiramato 96 mg/die |
Topiramato 192 mg/die |
Ogni evento avverso |
95 (54%) |
119 (68%) |
122 (69%) |
Parestesia |
14 (8%) |
57 (33%) |
59 (33%) |
Infezioni del tratto respiratorio superiore |
19 (11%) |
26 (15%) |
20 (11%) |
Cefalea |
15 (9%) |
14 (8%) |
20 (11%) |
Vertigine |
11 (6%) |
16 (9%) |
14 (8%) |
Affaticamento |
4 (2%) |
11 (6%) |
14 (8%) |
Alterazioni del gusto |
0 |
9 (5%) |
13 (7%) |
Anoressia |
4 (2%) |
9 (5%) |
12 (7%) |
Deficit di attenzione |
2 (1%) |
6 (3%) |
15 (8%) |
Dolore addominale |
7 (4%) |
7 (4%) |
12 (7%) |
Secchezza delle fauci |
5 (3%) |
6 (3%) |
13 (7%) |
Nausea |
5 (3%) |
8 5%) |
11 (6%) |