(Gianluca Trifirò, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia dell’Università di Messina)
Titolo del trial:
Cambiamenti metabolici associati con l’uso di antipsicotici di seconda generazione in pazienti con morbo di Alzheimer: Il CATIE-AD Study
Titolo originale: Metabolic Changes Associated With Second-Generation Antipsychotic Use in Alzheimer’s Disease Patients: The CATIE-AD Study
Autori: Zheng L, et al.
Rivista: Am J Psychiatry 2009; 166: 583–590
Sponsor: questo studio è stato finanziato dal National Institute of Mental Health (NIMH) Americano. AstraZeneca Pharmaceuticals, Forest Pharmaceuticals, Janssen Pharmaceutica (Johnson & Johnson) ed Eli Lilly hanno fornito i farmaci per questo studio
I sintomi neuropsichiatrici sono molto frequenti nei pazienti con morbo di Alzheimer. Recentemente, è stato registrato un incremento d’uso di antipsicotici di seconda generazione nel trattamento di tali disturbi.
Tuttavia, tali farmaci, in particolare olanzapina, sono associati a disturbi metabolici, quali aumento di peso, aumentato rischio di diabete mellito e dislipidemie, in pazienti con schizofrenia. Mancano ad oggi informazioni sugli effetti metabolici degli antispicotici in pazienti anziani, come quelli affetti da morbo di Alzheimer.
Poichè tutti i disturbi metabolici sopra citati rappresentano dei fattori di rischio di eventi cardio/cerebrovascolari così come di morbo di Alzheimer ed alla luce della ormai stabilita associazione tra eventi avversi cerebrovascolari e mortalità in pazienti con demenza, è importante valutare se la terapia con antipsicotici possa aumentare il rischio cardio-metabolico nei pazienti con morbo di Alzheimer.
A tal proposito, sono stati valutati gli effetti metabolici degli antipsicotici di seconda generazione in pazienti con morbo di Alzheimer all’interno del trial clinico CATIE-AD (Clinical Antipsychotic Trials of Intervention Effectiveness–Alzheimer’s Disease). Il CATIE-AD è un trial clinico multicentrico, randomizzato, placebo-controllato ed in doppio-cieco che è stato realizzato più in generale per valutare l’efficacia di olanzapina, quetiapina e risperidone, nel trattamento di aggressività e psicosi, della durata di 36 settimane in pazienti con morbo di Alzheimer che vivono in comunità.
Per tale analisi sono stati considerati 421 pazienti (186 uomini e 235 donne; eta’ media: 78 anni) dei quali erano stati misurati alcuni parametri metabolici al baseline ed almeno un’altra volta durante il follow-up. Di tali pazienti, 349 (83%) sono stati assegnati a ricevere antipsicotici. Il 60% dei pazienti dello studio era anche in terapia con inibitori delle colinesterasi o memantina al mometo della randomizzazione.
Risultati
In media le donne hanno mostrato un aumento statisticamente significativo del peso corporeo (64 gr. per settimana di uso di antipsicotico; p<0,01), mentre tale aumento non era significativo negli uomini. Rispetto al gruppo trattato con placebo, è stato osservato un aumento clinicamente significativo del peso corporeo (≥7% del peso corporeo) nei pazienti esposti ad antipsicotici per <12 settimane (OR: 1,56; IC 95%: 0,53-4,58), tra 12 e 24 settimane (OR: 2,89; IC 95%: 0,97-8,64) e per >24 settimane (OR: 3,38; IC 95%: 1,24-9,23).
I trattamenti con olanzapina e quetiapina erano significativamente associati ad aumento del peso (54gr. e 64 gr. per settimana di uso di antipsicotico). Inoltre, rispetto al placebo, l’olanzapina è stata associata a riduzione dei valori di colesterolo-HDL (-0,19 mg/dl/settimana) e ad aumento di circonferenza della vita (0,18 cm/settimana).
Non è stato riscontrato invece alcun effetto degli antipsicotici sui valori di pressione arteriosa, glicemia e trigliceridemia.
Conclusione
L’uso di antipsicotici di seconda generazione, in particolare olanzapina e quetiapina, in pazienti con morbo di Alzheimer è stato associato ad aumento di peso nelle donne e, soltanto l’olanzapina, anche a modifiche negative dei valori ematici di colesterolo-HDL e della circonferenza della vita.
In virtù delle potenziali conseguenze di tali effetti metabolici, dovrebbe essere monitorato attentamente il profilo metabolico dei pazienti con morbo di Alzheimer, trattati con antipsicotici di seconda generazione.